GIRO DI FANES in MTB
TRENTINO
Caratteristiche: E’ un giro classico per la MTB e si snoda dentro il Parco Naturale di Fanes,
Sennes e Braies. I panorami sono magnifici e ricompensano di tutta la fatica che
occorre per compiere questo itinerario. Consigliato un buon allenamento a causa
delle salite piuttosto ripide che ci sono.
Dati Tecnici: Lunghezza: 60 KM
Dislivello: 1800m circa.
Tempo: 4-6 ore.
Cartografia: Tabacco 1:25.000 Carta N.3

Descrizione:
Partenza da S.Vigilio di Marebbe (1240m) si prende per il rifugio Pederù.
Consigliabile la variante sterrata che c’è a destra, si evita qualche km di
asfalto. Poi si sale facilmente, sempre su asfalto, fino al Rifugio Pederù
(1500m circa). Da lì prendere per il Rif. Fanes su sterrato (la strada
ripidissima che viene giù alla vostra sinistra è quella per i Rifugi Fodara e
Sennes e si farà al termine in discesa). Si sale subito forte verso Fanes, i
primi tornanti sono veramente impegnativi, poi spiana per 1 km circa in
corrispondenza di un laghetto. La strada riprende a salire ma in modo più
abbordabile verso il Rif. Fanes. Il posto è molto bello, ci sono laghetti,
fiumiciattoli e pascoli tutt’intorno. C’è anche un altro rifugio nei pressi: il
Lavarella. Purtoppo per noi quando siamo arrivati è cominciato a piovere e ci
siamo dovuti fermare un’oretta. Alla ripartenza dal rifugio (piovendo) troviamo
alcune rampe, di cui l’ultima micidiale (ma non siamo scesi) che ci portano al
Passo di Limo, dove c’è l’omonimo lago. Qui abbiamo perso un po’ di tempo per
decidere se scendere giù o tornare indietro a causa del maltempo, ma poi alla
fine abbiamo deciso di scendere comunque dall’altro versante. Decisione
azzeccata perché poi è spuntato addirittura il Sole. Si scende prima a Malga
Fanes Grande, occhio qui bisogna girare a sinistra, non continuare dritto per il
sentiero 11 sennò si va a finire a S.Cassiano in Val Badia. La discesa è bella e
divertente, si segue sempre il fiume incontrando il Lago di Fanes. Sul
finire la strada diventa più bella e si incontrano le segnalazioni per la
cascata di Fanes, da visitare (a piedi). Si passa sopra il Ponte Alto (80m!) e
si prosegue giù verso Fiames (tra Cortina e Cimabanche), ad un certo punto
incontriamo uno slargo con una strada a sx dove è ben segnalato il Rif. Ra Stua.
Conviene prenderla perché si evita un po’ di dislivello e si passa sopra un
ponticello che è uno dei posti più suggestivi del percorso. Si finisce
sull’asfalto proprio davanti alla sbarra della strada del Rif. Ra Stua. Da qui
cominciamo la salita verso il rif. Sennes. La strada è asfaltata, anche se
chiusa al traffico, ma le pendenze sono importanti, anche del 20%. Dopo tre km
siamo a Ra Stua, situato tra i pascoli della Val Salada. Qui inizia lo sterrato,
dapprima molto dolce fra i pascoli e le baite (fonte), poi un po’ più duro, poi
durissimo, poi impossibile! C’è un km circa veramente incredibile, siamo tutti
scesi di bici. Poi ci rimettiamo in sella, ma la salita è ancora dura, spiana
solo in cima quando si incontra il bivio per il Rif.Biella. Al Biella ci si
arriva bene in MTB ma si arriva su a 1400m e bisogna tornare per la stessa
strada, comunque se avete le forze conviene perché il panorama da lassù è molto
bello. Finalmente si arriva al Sennes (2100m circa) posto sull’alpe omonima fra
pascoli, baite, mucche e maiali. Qui ci siamo meritati una bella e lauta
mangiata. Da qui è tutta discesa, dapprima molto suggestiva per i pascoli fino
al Rif Fodara. Però noi abbiamo fatto una variante: prima del rifugio Fodara c’è
un’indicazione a dx per il Rif.Pederù, segnalato 7 dal CAI, si taglia molto e la
discesa è molto divertente con un tratto molto tecnico (l’unico di tutto il
percorso) fino a ritrovare la strada principale. Così evitiamo il Rif.Fodara.
Poi la discesa è sempre per strada sterrata abbastanza grande, ma le pendenze
sono impressionanti. Ci sono molti tornanti e vedi il Pederù proprio sotto di
te, un balzo di 400m! Attenzione in curva! Dal Pederù a S.Vigilio si torna per
la stessa strada tutta in leggera discesa. Il percorso è magnifico sempre, a
parte il tempo brutto, ci sono stato altre volte a piedi e i panorami fanno
davvero dimenticare l’immensa fatica che (almeno noi) abbiamo fatto.